IL TESSUTO PRODUTTIVO DI S. GIOVANNI

 

Dai mulini alle officine borboniche

La natura acquitrinosa del suolo e la presenza di numerosi corsi d'acqua a carattere torrentizio, alimentarono a S. Giovanni, sin dall'epoca ducale, una discreta concentrazione di mulini, che sfruttavano questa risorsa presente nella zona. Che l'attività molinaria avesse in loco una certa importanza è attestato anche dal fatto che, oltre il ponte della Maddalena, sorse, su progetto del Fuga, la " maestosa fabbrica de' Pubblici Granai, incominciata a spese regie circa nel 1778 ". Con i primi anni del secolo scorso e con l'avvento dell'era industriale S. Giovanni parve il sito ideale per installarvi le prime officine. Per volere di  re Ferdinando II di Borbone Pietrarsa fu scelto quale luogo più adatto alla costruzione della prima officina industriale dalla quale sarebbero uscite le locomotive costruite dall'ingegnere Bayard.  

Con la ferrovia iniziarono a diffondersi nell'area, prima e dopo l'Unità d'Italia, una serie di attività industriali  siderurgiche e conserviere. Infine, in questa seconda metà del secolo si sono impiantate industrie tessili come la Snia Viscosa, ora non più in attività, e quella petrolifera dell'Agip.


La Corradini

Nel 1872 fu fondato uno stabilimento per la lavorazione del rame e dell'ottone con capitale francese, poi nel 1882 fu acquistato dallo svizzero Giuseppe Corradini, da cui ancora oggi deriva il nome, e rimase in attività produttiva fino al 1949.

Esso raggiunse notevoli dimensioni, che ancora oggi si possono rilevare, con una  superficie di circa tremila mila mq, comprese alcune strutture che risalgono probabilmente al tardo settecento. 


La Cirio

L'industria conserviera Cirio nacque grazie all'impegno di un uomo che si chiamava Francesco Cirio (1836 - 1900), che diede l'avvio a Torino all'attività conserviera con una fabbrica per inscatolare piselli.  La sua iniziativa ebbe successo, si estese commercialmente e ramificò in gran parte d'Italia e d'Europa.

Nel Mezzogiorno la Cirio aveva stabilimenti e aziende a Castellammare di Stabia, Paestum, Pagani, Mondragone, Pontecagnano, Vieste, Sala Consilina, Caiazzo, Capua e sul Matese per circa 1000 ettari. L'antica sede dello stabilimento Cirio di S.Giovanni, in cui dovrebbe sorgere una sede universitaria, è situata in Via Signorini, mentre a Vigliena vi è l'ingresso di un altro opificio.


Le officine di Pietrarsa

Le antiche officine di Pietrarsa, oggi museo delle Ferrovie dello Stato, si trovano al confine con il Comune di Portici. Nel 1839 in occasione della costruzione della prima rete ferroviaria della penisola (Napoli - Portici), in località Pietrarsa, anticamente denominata Pietra Bianca, venne stabilito che si costruisse il materiale di locomozione per la ferrovia e nel 1841 venne anche istituita una scuola per ufficiali macchinisti.  Nel 1845 e nel 1849 le officine ebbero illustri visitatori nello Zar Nicola I di Russia e in Pio IX che benedì le maestranze e gli impianti.

Nel 1852 a Pietrarsa fu costruita la colossale statua di Ferdinando Il che ancora oggi si può ammirare in fondo al piazzale. Nel 1905, con la nazionalizzazione le officine vennero assorbite dalle Ferrovie dello Stato.  Negli anni 20 furono eseguiti nuovi lavori per l'ammodernamento degli impianti e cosi pure nel 1930. Nel secondo dopoguerra, infine, inizia la lenta e inesorabile agonia di Pietrarsa a seguito della diffusione sempre più massiccia dei locomotori elettrici. Oggi Pietrarsa è un bellissimo museo ferroviario dove vi sono esposti moltissimi modelli di locomotive e di locomotori.

Di particolare interesse si possono ammirare il primo treno che percorse la Napoli - Portici nel 1839 e alcune carrozze del treno reale appartenute ai Savoia.  Al museo si accede per via Pietrarsa, una traversa che da Corso San Giovanni a Teduccio porta ai locali delle antiche officine in corrispondenza del confine comunale tra Napoli e Portici.  Accesso anche dalla stazione delle FF.SS. Pietrarsa - San Giorgio a Cremano.

Visite: Feriali 9 -13, su richiesta telefonare al 0811472003