I LUOGHI DELL'ARTE E DELLA STORIA

 

Le ville vesuviane e i palazzi

Tutte le Ville e i Palazzi signorili di Corso San Giovanni risalgono al XVIII secolo.  Al XIX secolo risalgono, invece, le trasformazioni riguardanti soprattutto gli esterni con rifacimenti di facciate. La nobiltà, a partire dal 1840, cominciò a diradare i suoi soggiorni nell'area divenuta troppo affollata.  Iniziò così la progressiva trasformazione di S. Giovanni da zona residenziale a comprensorio industriale.  Da S. Giovanni comunque, trovandosi lungo il mare subito dopo la zona portuale, inizia quello che è stato definito "il Miglio d'oro" ovvero quell'itinerario architettonico che va da Napoli a Torre del Greco in cui si trovano le più importanti testimonianze dell'architettura del Sette-Ottocento dell'area vesuviana.

Villa Cristina sala al n. 879 del Corso Giovanni ha una varietà di elementi da farla considerare più antica.  Infatti, essa è individuata sulla mappa del duca di Noja (1775).  Questi elementi particolari si rilevano: negli stucchi che con diverso disegno circondano le finestre sul lato sinistro. Una graziosa terrazza nel cortile si apre verso il giardino rivolto al mare.  Anche se l'edificio appare alterato, tuttavia, conserva intatta la sua tradizionale disposizione planimetrica dei corpi di fabbrica paragonabile a due C messe di fronte e saldate verso l'atrio.

Villa Faraone si trova al n.1076 del Corso S. Giovanni.  Essa erge con la sua imponente mole, rivelandosi un capolavoro di stile neoclassico.  Costruita nel 1855, la facciata è caratterizzata da due piani: 
a) quello inferiore, più severo, presenta al centro un portale (ora in ferro) incorniciato da quattro massicce colonne doriche scanalate, strutturate con mattoni cotti e ricoperti da stucco. 

b) una lunga balconata separa il piano inferiore da quello superiore.  In corrispondenza del portale sottostante, sopra continua il verticalismo dei pilastri del piano terra, con al centro due colonne ioniche che inquadrano il punto luce del balcone e lateralmente due lesene che concorrono con le colonne nel sostenere un frontone, il tutto in una triplice scansione ritmica. Superato l'androne, si può ammirare l'elegante doppia esedra con scala a forbici, che conduce all'ombra di un lussureggiante giardino.  

Villa Papa si trova al n.889 di Corso S. Giovanni e presenta evidenti caratteristiche delle costruzioni settecentesche (crociere rampanti nelle scale e spazi molto ampi nell'androne).  Subì trasformazioni sulla facciata esterna nel corso dell'800 per cui appare molto dissestata e all'interno trasformata per scopi abitativi. 

Villa Paudice è situata al n. 893 del Corso S. Giovanni e presenta interessanti elementi architettonici.  Pregevoli appaiono gli stucchi che adornano la volta a botte e la piccola cupola ellittica dell'atrio. Il bel portale è in pietra vesuviana.  

Villa Cozzolino (ora Percuoco) è ubicata al Corso S. Giovanni n. 901 e si presenta come una tipica costruzione ottocentesca di pianta quadrilatera con forme alquanto arcaiche. La facciata ha un aspetto di fortino, con il portale molto semplice, sovrastato dal balcone principale.

Palazzo Procaccini è situato al n. 711 del Corso S. Giovanni, con vista sul mare, è importante più che per il suo valore architettonico, per il suo valore storico perché costituisce, con il palazzo di fronte, uno del più antichi nodi topografici e toponomastici della zona, ovvero i "due Palazzi".  

Villa Raiola Scarinzi si trova al Corso S. Giovanni n. 732, e per la posizione della scala si rifà molto da vicino al tipo di palazzo cittadino napoletano. L'edificio con una pianta quadrilatera, presenta un'elegante scala, ad un'unica arcata decorata a stucco, dal tipico gusto settecentesco che mostra un particolare gioco di archi.  Si sviluppava su due piani più un piano terreno con un giardino interno visibile da tutte le finestre.La facciata appare purtroppo alterata.

Villa Vignola si trova in Via Lieto n. 14, alla periferia della zona di S. Giovanni, sulla strada che porta a Barra.  L'edificio si caratterizza per pochi elementi architettonici che definiscono la sua architettura abbastanza semplice e spoglia, ma non priva di un certo interesse come nel caso del portale in piperno ed il coronamento su archetti pensili, che qui appaiono abbastanza tipici dell'architettura cinquecentesca napoletana.

Villa Maria Vittoria ex Di Biase si trova al n. 752 del Corso S. Giovanni.  Per chi vi accede dalla strada presenta un bel androne ampio e profondo, che immette in un cortile rettangolare dalle dimensioni però abbastanza modeste.  Un elemento interessante dell'edificio tardo settecentesco "di disegno rustico" è la presenza di una bella scala che nobilita notevolmente l'edificio.

Ville dei Volpicelli. Questa famiglia possedeva due ville, l'una sita al n. 827, l'altra al n. 835 del Corso S. Giovanni. La prima risulta di due piani oltre al piano ammezzato è stata costruita su una precedente del secolo XVI perché si evince dalla presenza di un balcone di stampo cinquecentesco. La seconda villa si sviluppa lungo la strada con un corpo a due piani, che coprono un piccolo cortile racchiuso da un'esedra aperta in direzione del mare.

Il forte di Vigliena  fu costruito sotto il regno di Filippo V di Borbone, nel 1702, dal Vicerè Duca di Ascalona Giovanni Emanuele Fernandez marchese di Villena, da cui appunto prese il nome. Situato in posizione strategica, proteggeva con il sistema dei forti napoletani (S.Elmo, Castel Nuovo, Castel dell'Ovo) l'accesso alla città da oriente e dal mare.  

Durante gli avvenimenti della Repubblica Napoletana nel giugno del 1799, le truppe del cardinale Ruffo, vi trovarono una strenua resistenza ad opera di circa 150 repubblicani comandati da Antonio Toscano. I combattimenti duravano dalla mattina del 13 giugno, quando pare che il Toscano, pur di non cedere il forte al nemico, diede fuoco alla polveriera facendo saltare in aria il forte insieme con tutti i suoi assalitori. A causa del rialzamento del livello stradale e dell'abbandono, oggi del fortino di Vigliena ci sono solo pochi ruderi che lasciano tuttavia in parte intravedere la sua forma pentagonale. Dichiarato monumento storico  il Comune di Napoli ha  in progetto il restauro delle strutture e la costruzione di un museo per ricordare i personaggi e gli avvenimenti del 1799.